È stato un colpo di fulmine il nostro! Due
spiriti affini che s’incrociano in un momento della vita e rimangono
inevitabilmente legati. Accade in modo improvviso, è una questione di istanti e
non si può cambiare il corso degli eventi, non ci si puó opporre: come quando ci s’innamora, è così e basta! Ci
si può solo lasciar andare, vivere il magico momento.
Questa tenera amicizia nata tra le polverose
strade di questo pueblito peruviano, questa
grande simpatia è riuscita a non scoraggiarmi all’udire quel nome da vecchietta
di altri tempi, con cui la ragazza cercava di attirare la mia attenzione quel
primo giorno.
Rosina io?! Ma quando mai? La cagnetta più carina
e corteggiata dell’intero pueblo!
Incredibile!
Ma, d’altra parte, cosa aspettarsi da questa
buffa straniera? Tuttavia, venendo meno alla mia rinomata natura ribelle, ho
avuto pazienza e non sono riuscita a trattenermi dal provare un grande affetto
immediato verso la goffa neo-arrivata.
Ecco come sono andati i fatti.
Una calda e soleggiata giornata d’estate a Pachacamac. Dormivo, come di
consuetudine, dopo una notte di bagordi con gli amici per le strade del quartiere,
sul monticciolo di arena che è in sostanza la mia casa… Quando il mio non
comune sesto senso mi avverte che sono osservata da qualcuno. Anche durante il
sonno, tutti i miei sensi e la mia mente sono pronti a captare qualsiasi
movimento, suono, odore, intorno a me. Niente mi sfugge! E quello che stavo
percependo, ascoltando, odorando, era totalmente nuovo: movimenti differenti,
una lingua fatta di suoni sconosciuti, odori speziati di terre lontane di cui
appena avevo sentito parlare… Tutto molto esotico e intrigante per una
curiosetta come me!
Apro gli occhi e ne vedo altri due, di un blu
intenso, in cui si riflette la mia stessa curiosità, impertinenti quasi quanto
i miei, pieni di allegria. Quando voglio so far paura: pur con le mie ridotte
dimensioni, ho la mia dignità canina, e se decido che un tipo non mi piace mi
so far intendere dal soggetto in questione e, che sia ben chiaro, mi deve
girare al largo! Ma – saranno stati i miei occhietti assonnati o forse la
pacatezza dei modi dell’una e dell’altra – con la giovane italiana non ci sono
state paure né dubbi: ha subito colpito nel segno, intuito al volo i miei punti
deboli e la mia indole di inguaribile tenerona. Adoro quando mi accarezzano
morbidamente dalla testa fino alla punta della mia deliziosa codina e non
faccio mistero dei brividini di piacere che mi trasmettono queste coccole.
Entusiasta per la nuova amicizia, nata sotto
i migliori auspici, mi levo prontamente sulle zampette e con vigore le manifesto
tutta la mia gioia di vivere, scendendo dalla mia montagnola di sabbia,
facendole le feste intorno e scodinzolando in un turbinoso movimento a elica, mentre
con la testina continuo a cercare la sua mano tenera, godendo di ogni singola
incomprensibile parola di quella sconosciuta, che intuisco essere dei
complimenti alla mia personcina: già posso intravedere un futuro sfolgorante di
lunghe e animate passeggiate per il pueblo,
io e lei amiche per la pelle, la perrita
più ammirata e la giovane straniera in quel buco di provincia.
E all’improvviso… L’offesa! Nel fiume di
parole sconosciute, un nome che, non c’è ombra di dubbio, è diretto proprio a
me: ROSINA!! Sento il bisogno di gridarle tutto il mio dissenso e la delusione
per quel nome così antico, così banale, certamente non all’altezza della
simpatia e dell’intelligenza che brillano nei miei occhietti, della vitalità
che sprigiono dal mio corpicino, del mio modo di fare e di essere aperto e
gioioso. Ma come farle capire tutto questo? Anche lei mi guarda con aria
perplessa, si chiede forse quale sia il mio vero nome, se posso adattarmi a
quello che mi sta dando.
Avrei potuto a questo punto ribellarmi e
ringhiarle come si meritava, quindi andarmene stizzita per la mia strada
ignorandola del tutto, o molto semplicemente mi sarei potata rimettere a
dormire, dimenticandomi della sua presenza e dell’offesa.
Niente di tutto questo: rassegnata a mandar
giù questo nome, pregando in cuor mio che non lo ripetesse troppo spesso,
soprattutto non davanti ad amici e conoscenti, decido di seguire una vocetta
dentro di me che mi rivela che saremmo diventate amiche per la vita se fossi
stata capace di mettere da parte il mio orgoglio. E il mio magnanimo gesto è
stato ripagato mille volte!
Solo dopo varie peripezie, in modo fortunato
e imprevedibile, sono riuscita a svelare a questa giovane e adorata sconosciuta
il mio vero nome, quello che realmente rappresenta la mia essenza, che nessuno
mi ha mai dato ma con cui sono conosciuta da tutti, che forse è nato nel
momento in cui sono venuta alla luce io stessa. Ognuno di noi ha il suo nome già
scritto e indelebile. E in un momento lei ha riconosciuto immediatamente in me
il dolce aroma, il colore caldo e l’essenza speziata di quel nome: non potevo
che essere Canela!
Ora che lo penso, non ho mai saputo quale
fosse il nome dell’adorata sconosciuta… Ma potrei sicuramente indovinarlo!
Nessun commento:
Posta un commento